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Gestione rifiuti aziende: perché molte imprese scelgono operatori specializzati invece delle multiutility

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Area produttiva aziendale con spazi organizzati per la gestione dei rifiuti industriali nel rispetto della normativa ambientale professionisti

 

Per un’azienda produttiva la gestione dei rifiuti aziendali non è solo un obbligo normativo.
È una componente concreta dell’organizzazione dell’impresa: riguarda gli spazi operativi, il piazzale aziendale, i flussi di produzione e la continuità dell’attività.

Quando la gestione dei rifiuti non è organizzata correttamente si creano spesso problemi operativi: accumuli di materiali, difficoltà logistiche e perdita di efficienza negli spazi di lavoro.

Per questo motivo sempre più imprese nelle province di Siena, Arezzo e Firenze, e nelle aree di Valdelsa, Valdarno, Val d’Orcia e Val di Chiana, stanno scegliendo di affidarsi a operatori specializzati nella gestione dei rifiuti, invece di utilizzare esclusivamente i servizi standard delle multiutility.

Questa scelta nasce da una consapevolezza sempre più diffusa: la gestione dei rifiuti nelle aziende richiede competenza operativa, organizzazione e continuità del servizio.

La gestione dei rifiuti nelle aziende secondo la normativa

La normativa italiana in materia di rifiuti è disciplinata dal D.Lgs. 152/2006, noto come Testo Unico Ambientale.

Il decreto stabilisce:

  • le definizioni di rifiuto;
  • la classificazione delle tipologie di rifiuto;
  • le responsabilità del produttore;
  • le modalità di gestione e tracciabilità;

L’articolo 183 definisce cosa si intende per rifiuto e introduce le principali categorie utilizzate nel sistema normativo.

Un altro punto fondamentale è l’articolo 188, che stabilisce la responsabilità del produttore del rifiuto: l’azienda che produce il rifiuto è responsabile della sua corretta gestione fino al recupero o allo smaltimento finale.

Per questo motivo la gestione dei rifiuti non può essere improvvisata, ma deve essere organizzata con operatori autorizzati e procedure corrette.

Rifiuti urbani e rifiuti speciali: la distinzione fondamentale

La normativa distingue due categorie principali.

Rifiuti urbani

Tra i rifiuti urbani rientrano:

  • rifiuti domestici;
  • rifiuti provenienti da aree pubbliche;
  • alcuni rifiuti prodotti da attività economiche che presentano caratteristiche simili ai rifiuti domestici;

Gli allegati L-quater e L-quinquies del D.Lgs. 152/2006 individuano:

  • le tipologie di rifiuti urbani;
  • le attività economiche che possono produrli;

Tra questi rientrano anche diversi imballaggi e materiali di uso comune nelle attività produttive.

Rifiuti speciali

Il decreto definisce invece come rifiuti speciali quelli derivanti da:

  • attività industriali;
  • attività artigianali;
  • attività commerciali;
  • lavorazioni produttive;
  • attività di costruzione e demolizione;

Gran parte dei rifiuti prodotti nelle aziende rientra proprio in questa categoria.

La loro gestione deve avvenire tramite:

  • trasportatori autorizzati;
  • documentazione di tracciabilità;
  • conferimento presso impianti autorizzati al recupero o allo smaltimento;

Le aziende possono organizzare autonomamente la gestione di alcune tipologie di rifiuto urbano ♻️

Un aspetto spesso poco conosciuto riguarda la possibilità per le imprese di organizzare autonomamente la gestione di alcune tipologie di rifiuti classificati come urbani.

Questo principio deriva dal D.Lgs. 152/2006, aggiornato con il recepimento delle direttive europee sull’economia circolare (D.Lgs. 116/2020).

La normativa distingue infatti tra:

  • rifiuti urbani prodotti dai cittadini;
  • rifiuti urbani prodotti da utenze non domestiche, come aziende, uffici e attività commerciali;

Quando questi rifiuti rientrano nelle tipologie individuate negli allegati L-quater e L-quinquies, possono essere avviati autonomamente al recupero tramite operatori autorizzati, comunicando la scelta al gestore del servizio pubblico.

Molte aziende scoprono solo dopo anni che alcuni rifiuti molto comuni, come gli imballaggi, possono essere gestiti autonomamente tramite operatori autorizzati al recupero.

Quali rifiuti urbani prodotti dalle aziende possono essere gestiti autonomamente

Tra le tipologie più frequenti troviamo rifiuti presenti nella maggior parte delle attività economiche.

Imballaggi

  • carta e cartone da imballaggio;
  • imballaggi in plastica;
  • imballaggi in legno;
  • imballaggi metallici;
  • imballaggi compositi;

Questi materiali sono presenti praticamente in tutte le aziende che ricevono o spediscono merci.

Materiali di uso comune nelle attività produttive

Alcuni rifiuti derivanti da attività economiche che hanno caratteristiche simili ai rifiuti domestici, ad esempio:

  • carta e cartone da ufficio;
  • plastica non contaminata;
  • materiali da imballaggio;
  • materiali di confezionamento;

Rifiuti provenienti da attività commerciali e logistiche

Ad esempio:

  • scarti di imballaggio da magazzini;
  • materiali da spedizione;
  • rifiuti provenienti da attività di distribuzione o vendita;

Perché molte aziende scelgono la gestione autonoma

Quando questi materiali vengono gestiti tramite operatori autorizzati al recupero, l’azienda può:

  • organizzare meglio la logistica dei rifiuti;
  • separare correttamente le frazioni recuperabili;
  • avviare i materiali direttamente al recupero;
  • dimostrare la corretta gestione tramite documentazione;

Questo approccio è coerente con i principi dell’economia circolare, che privilegia il recupero dei materiali e la riduzione degli sprechi.

Un vantaggio anche sotto il profilo organizzativo

La gestione autonoma di alcune frazioni di rifiuto consente alle aziende di impostare un sistema più efficiente, soprattutto quando i flussi di materiali sono costanti.

In molte realtà produttive questo permette di:

  • evitare accumuli improvvisi di materiali;
  • organizzare meglio gli spazi aziendali;
  • programmare le operazioni di raccolta e recupero;

La gestione dei rifiuti diventa così parte integrante dell’organizzazione aziendale, non soltanto un adempimento amministrativo.

Servizio pubblico e operatori specializzati: due modelli diversi

I gestori pubblici svolgono un ruolo essenziale nella gestione dei rifiuti urbani dei cittadini.

Le aziende produttive però hanno esigenze operative molto diverse rispetto alle utenze domestiche.

Un’impresa può produrre rifiuti:

  • ogni giorno;
  • con volumi variabili;
  • legati ai cicli produttivi;
  • con esigenze logistiche specifiche;

Per questo motivo molte aziende scelgono di affidarsi a operatori specializzati nella gestione dei rifiuti, in grado di organizzare il servizio in modo più vicino alle esigenze dell’attività produttiva.

Un supporto operativo per le aziende del territorio

In MORI SAURO ROTTAMI Srl lavoriamo ogni giorno con aziende produttive nelle province di:

  • Siena, Arezzo, Firenze;

e nelle aree di:

  • Valdelsa, Valdarno, Val d’Orcia, Val di Chiana, Sinalunga, Bettolle, Foiano della Chiana, Levane, Montevarchi, Terranuova Bracciolini, Empoli.

Il nostro approccio parte da un principio semplice:

👉 la gestione dei rifiuti nelle aziende deve essere organizzata in modo chiaro, continuo e conforme alla normativa ambientale.

Nel prossimo articolo: come le aziende possono ridurre la quota variabile della TARI

Molte imprese non sanno che, in determinate condizioni, è possibile richiedere la riduzione della quota variabile della TARI dimostrando la gestione autonoma di alcune tipologie di rifiuto.

Nel prossimo approfondimento analizzeremo:

  • cosa prevede la normativa
  • quali rifiuti possono essere gestiti autonomamente
  • come effettuare la comunicazione al gestore pubblico
  • quali documenti sono necessari.
 
(RIPRODUZIONE CONCESSA CON CITAZIONE DELLE FONTE)