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Riduzione quota variabile TARI per le aziende: quando è possibile e come richiederla

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Calcolo dei costi della gestione dei rifiuti aziendali e possibile riduzione della quota variabile TARI per le imprese.

 

Molte aziende non sanno che, in determinate condizioni, è possibile ottenere la riduzione della quota variabile della TARI, dimostrando di avviare autonomamente al recupero alcune tipologie di rifiuti.

Questa possibilità riguarda le utenze non domestiche, cioè le attività economiche, ed è prevista dalla normativa nazionale che disciplina sia la gestione dei rifiuti sia il funzionamento della tassa sui rifiuti.

Per molte imprese delle province di Siena, Arezzo e Firenze, e nelle aree di Valdelsa, Valdarno, Val di Chiana, Val d’Orcia, Sinalunga, Bettolle, Foiano della Chiana, Montevarchi, Terranuova Bracciolini ed Empoli, questo può rappresentare un’opportunità concreta per:

  • migliorare l’organizzazione dei rifiuti aziendali;
  • separare correttamente i materiali recuperabili;
  • dimostrare la gestione corretta dei rifiuti;

Vediamo quindi cosa prevede la normativa e quali sono i passaggi necessari.

La normativa di riferimento: TARI e gestione dei rifiuti ⚖️

La TARI (Tassa sui Rifiuti) è stata istituita con la Legge 147/2013, che disciplina il finanziamento del servizio pubblico di raccolta e gestione dei rifiuti urbani.

Parallelamente, la gestione dei rifiuti è regolata dal D.Lgs. 152/2006, il cosiddetto Testo Unico Ambientale, che stabilisce:

  • la definizione di rifiuto;
  • la classificazione delle tipologie di rifiuto;
  • le responsabilità del produttore;
  • le modalità di gestione e tracciabilità;

L’articolo 188 del D.Lgs. 152/2006 stabilisce che il produttore del rifiuto è responsabile della corretta gestione del rifiuto fino al recupero o allo smaltimento finale.

Questo significa che ogni azienda deve organizzare la gestione dei propri rifiuti tramite operatori autorizzati e impianti autorizzati.

La riforma introdotta dal D.Lgs. 116/2020 🔍

Un cambiamento importante è stato introdotto con il D.Lgs. 116/2020, che ha recepito le direttive europee sull’economia circolare.

La riforma ha chiarito che:

➡️ le utenze non domestiche possono scegliere di avviare autonomamente al recupero alcuni rifiuti urbani, affidandoli a operatori autorizzati.

Quando questo avviene, l’azienda può ottenere la riduzione della quota variabile della TARI, dimostrando che i rifiuti sono stati effettivamente avviati al recupero.

Rifiuti urbani e rifiuti speciali nelle aziende 🏭

Per comprendere quando è possibile ottenere la riduzione della TARI è necessario distinguere tra due categorie.

Rifiuti speciali

Sono rifiuti derivanti da:

  • attività industriali;
  • attività artigianali;
  • attività commerciali;
  • lavorazioni produttive;
  • cantieri edili;

Questi rifiuti non rientrano nel servizio pubblico di raccolta e devono essere gestiti tramite operatori autorizzati.

Rifiuti urbani prodotti dalle aziende

Alcuni rifiuti prodotti dalle imprese sono invece classificati come rifiuti urbani.

Gli allegati L-quater e L-quinquies del D.Lgs. 152/2006 individuano:

  • le tipologie di rifiuti urbani;
  • le attività economiche che possono produrli;

Tra questi rientrano spesso materiali molto comuni nelle aziende, come:

  • imballaggi in carta e cartone;
  • imballaggi in plastica;
  • imballaggi in legno;
  • imballaggi metallici;
  • materiali di confezionamento;

Quando è possibile ridurre la quota variabile della TARI 📊

Quando un’azienda decide di avviare autonomamente al recupero questi rifiuti urbani, può richiedere la riduzione della quota variabile della TARI.

Per farlo deve dimostrare che:

  • i rifiuti sono stati affidati a operatori autorizzati;
  • i materiali sono stati effettivamente avviati al recupero;

La riduzione riguarda solo la quota variabile della TARI, mentre la quota fissa resta comunque dovuta, perché copre i costi generali del servizio pubblico.

Comunicazione al Comune o al gestore del servizio rifiuti 📝

Per usufruire della riduzione della TARI, l’azienda deve comunicare formalmente al Comune o al gestore del servizio rifiuti la scelta di avviare autonomamente al recupero alcuni rifiuti urbani.

Generalmente questa comunicazione deve essere effettuata entro una scadenza stabilita dal regolamento comunale (spesso entro il 31 maggio).

Attraverso questa comunicazione l’azienda dichiara che:

  • alcuni rifiuti urbani verranno gestiti autonomamente;
  • tali rifiuti saranno affidati a operatori autorizzati al recupero;

Una volta effettuata la scelta, la normativa prevede normalmente un periodo minimo di permanenza (spesso due anni).

Come dimostrare l’avvio a recupero dei rifiuti

Per ottenere la riduzione della quota variabile della TARI l’azienda deve dimostrare che i rifiuti sono stati effettivamente recuperati.

Questo avviene tramite:

  • formulari di identificazione del rifiuto (FIR);
  • documentazione di conferimento agli impianti autorizzati;
  • attestazioni di recupero dei materiali;

In molti regolamenti comunali è inoltre richiesta una comunicazione annuale delle quantità di rifiuti avviate a recupero.

Perché molte aziende non conoscono questa possibilità

Nonostante la normativa lo preveda chiaramente, molte imprese non sono a conoscenza della possibilità di gestire autonomamente alcune tipologie di rifiuti urbani e ottenere la riduzione della quota variabile della TARI.

Questo accade perché il sistema della gestione dei rifiuti è complesso e spesso le aziende utilizzano automaticamente il servizio pubblico senza approfondire le alternative previste dalla normativa.

Le esigenze delle aziende produttive sono infatti diverse rispetto a quelle delle utenze domestiche.

Un’impresa può produrre rifiuti:

  • con continuità;
  • con volumi variabili;
  • legati ai cicli produttivi;
  • con esigenze logistiche specifiche;

Per questo motivo la normativa ha previsto la possibilità per le aziende di organizzare autonomamente la gestione di alcune tipologie di rifiuto urbano.

Il valore di un operatore specializzato 🚛

Per molte aziende affrontare autonomamente gli aspetti normativi e operativi della gestione dei rifiuti può essere complesso.

La normativa ambientale richiede infatti:

  • corretta classificazione dei rifiuti;
  • gestione della documentazione;
  • tracciabilità dei conferimenti;
  • conoscenza delle procedure amministrative;

Per questo motivo molte imprese scelgono di affidarsi a operatori specializzati come MORI SAURO ROTTAMI Srl, che possono supportare le aziende non solo nella raccolta e nel recupero dei materiali, ma anche nell’organizzazione complessiva della gestione dei rifiuti.

Questo significa per l’azienda poter contare su:

✔ esperienza nel settore
✔ conoscenza della normativa ambientale
✔ supporto nell’organizzazione dei flussi di rifiuti
✔ consulenza operativa
✔ tempi di risposta rapidi.

In molti casi una gestione dei rifiuti organizzata correttamente fin dall’inizio permette alle aziende di lavorare con maggiore efficienza e tranquillità.

♻️📄 Un confronto può chiarire molti aspetti

Molte aziende scoprono solo dopo anni che alcuni rifiuti possono essere gestiti autonomamente con vantaggi operativi e amministrativi.

Un confronto con un operatore esperto può aiutare a capire:

  • come organizzare correttamente la gestione dei rifiuti;
  • quali materiali possono essere avviati al recupero;
  • quali procedure seguire per rispettare la normativa;

In molti casi impostare bene la gestione dei rifiuti fin dall’inizio evita problemi amministrativi e migliora l’organizzazione dell’azienda.

 
(RIPRODUZIONE CONCESSA CON CITAZIONE DELLE FONTE)